Arrivano i nuovi servizi che superano il muro del Gigabit

Una metafora la cui genesi si perde nella notte dei tempi dice che la velocità media di un manipolo di guerriglieri nella giungla è stabilita dall’ultimo e non dai primi.

In fondo si potrebbe applicare lo stesso concetto a quel che sta avvenendo in Italia con una copertura fibra di poco superiore al 30% (Digital Economy and Society Index 2020) e prestazioni massime ormai nella soglia dei 2,5 Gbps. In pratica c’è chi viaggia in monopattino e chi in Formula 1; la maggior parte del Paese su quattro ruote ma agli ultimi posti della griglia europea.

Eravamo rimasti ai servizi fibra-a-casa (FTTH) da ben 1 Gbps, che in linea di massima potrebbero consentire di scaricare da Internet un file da 1 GB in meno di 9 secondi. Adesso però alcuni gestori hanno iniziato a offrire velocità massime teoriche più che doppie in download. Verrebbe da chiedersi per farne che cosa, ma sarebbe un po’ miope perché oggi forse non ne abbiamo bisogno ma domani chissà. E poi bisogna ammettere che in una grande famiglia con tanti utenti connessi, magari intenti nella visione di film in streaming, attività lavorative e gioco online, la banda passante a disposizione non è mai abbastanza.

Ad ogni modo la possibilità di incrementare «facilmente» le prestazioni è proprio uno dei pregi di un’infrastruttura in fibra ottica: è sufficiente aggiornare i componenti o i software a valle e a monte, senza mettere le mani su cavi, cavidotti e fibre. Un po’ quello che Tim ha iniziato a sperimentare recentemente con il suo nuovo servizio a 10 Gbps in download e 1 Gbps in upload.

L’annuncio è di poche settimane fa: Open Fiber fornirà a tutti i partner wholesale la rivoluzionaria tecnologia XGS-PON, la quale permetterà di raggiungere l’invidiabile velocità di 10 Gbit/s in modalità simmetrica, quindi sia in download che in upload.

Vediamo, quindi, cos’è e come funziona, ma soprattutto cosa ci aspettiamo da questa innovativa e promettente tecnologia.

Definizione, funzionamento e vantaggi della XGS-PON

Partiamo, come solito, dalla definizione: XGS-PON sta per “10-Gigabit-capable Symmetric Passive Optical Network”. In altre parole, un collegamento in fibra ottica capace di trasmettere e ricevere dati alla velocità massima di 10 Gbit/s.

Oltre all’elevata velocità, la cosa veramente particolare della tecnologia XGS-PON è che gli unici apparati che necessitano di alimentazione elettrica sono l’OLT (Optical Line Terminal) e l’ONT (Optical Network Terminal). Tutto ciò che è nel mezzo, ovvero cavi, connettori e splitter non ha bisogno di essere alimentato.

Un aspetto, questo, molto importante, perché permetterà di utilizzare i tracciati realizzati da Open Fiber per la fibra FTTH anche per questa nuova tecnologia.

Non solo: XGS-PON viaggia su frequenze diverse da quelle utilizzate dalla fibra FTTH, cosa che permette la piena coesistenza tra le due tecnologie.

Completano il quadro due elementi che “spodestano” la tecnologia FTTH:

  • La maggiore velocità di trasmissione dei dati, che nella fibra FTTH si ferma ai 2,5 Gbit/s in download e gli 1,25 Gbit/s in upload
  • L’introduzione di un nuovo apparato, il quale permetterà di portare il segnale dalla centrale fino a un massimo di 32 cavi di fibra otticae di far sì che a ogni singolo cavo possano collegarsi fino a 32 utenze a 10 Gbit/s

Davvero niente male come innovazione.

Future proof: verso la XGS-PON e oltre

Guardando ancora più avanti nel tempo, l’evoluzione della tecnologia XGS-PON esiste già e ha anche un nome: si chiama NG-PON2 e permette di modulare e personalizzare le frequenze di ogni singolo operatore.

In pratica, nelle telecomunicazioni del futuro ogni operatore potrà avere la propria frequenza esclusiva, mentre la velocità di trasmissione raggiungerà gli 80 Gbit/s.

L’immagine di copertina è di liuzishan da  freepik